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Il blog di Eugenio Petullà

Scrivo questo articolo a futura memoria personale ma anche per condividere con altri WordPressari come me l’esperienza di mettere in piedi un prodotto commerciale completamente basato su WordPress, quindi vincolato a un’architettura LAMP, su piattaforma cloud di Microsoft, Azure. Iniziamo per gradi: Perché uno sviluppatore WP dovrebbe arrivare su servizi Microsoft? E io, come ci sono capitato? Bizspark è la causa di tutto. Fondamentalmente MS tramite questo progetto invita le startup, offrendo credito gratuitamente per alcuni anni, a basare i propri software sui loro servizi. Oltre ai vantaggi a livello economico non vedevo però altro che mi potesse attrarre, specialmente perché non credevo neanche che si potesse avere linux o un server apache su Azure, fortunatamente sbagliavo alla grande. Venendo da un ambiente comunitario come quello dell’open source le notizie me le cerco in rete e tramite i miei soliti canali. Purtroppo ho scoperto che con prodotti di tipo business bisogna sempre fare riferimento ai materiali, alle guide e all’assistenza interna alla piattaforma. In questo caso MS offre parecchie guide e FAQ ben nascoste nei pannelli di gestione. Altra risorsa che vi consiglio di tenere in considerazione è il MSDN, dove ho potuto ritrovare un po’ di quel sapore di…

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Da qualche tempo sto iniziando a seguire con attenzione il mondo dell’elettronica audio, senza perdere di vista Arduino e il prop making. Quando ho trovato per la prima volta questo IC sul sito di robot-italy sono rimasto colpito dal numero impressionante di effetti con cui filtrare il segnale audio, dalla voce robotica al pitch up/pitch down sino ad arrivare al vibrato. “Ci facciamo subito un bel vocoder portatile da abbinare ai caschi dei Daft Punk! “ Abbiamo cercato il datasheet online e alla fine abbiamo valutato due opzioni per il circuito del nostro vocoder, la prima basata sullo schema a transistor dello stesso pdf mentre per la seconda ci limitiamo all’uso di condensatori, resistenze e un integrato LM386N per amplificare il segnale a basso voltaggio e dovrete seguire lo schema sviluppato da noi che trovate qui di seguito. Il nostro schema è pensato per input in continua compresi tra i 6v e i 9v massimo, consuma circa 100mah al voltaggio massimo e circa la metà al minimo. Per lo schema a transistor vi consiglio di fermarvi subito prima dell’amplificatore e utilizzare un jack audio femmina, in modo da amplificarlo esternamente collegandolo direttamente ad un impianto Hi-fi o a una cassa….

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Responsive Design, con la varietà di device e risoluzioni che ci sono in giro, è ormai la tecnica di web design più ricercata. Oggi vi proporrò un tutorial per realizzare un piccolo sito portfolio completamente responsive utilizzando un framework di JQuery dedicato proprio a questo, JQuery Mobile. L’idea mi è venuta parlando con alcuni grafici e designer. Mi sono reso conto che JQuery è ancora considerato “troppo da programmatore” e poco adatto a figure come loro, poi ho conosciuto questo framework e devo dire che sono rimasto impressionato proprio dall’immediatezza, la semplicità d’uso e la sua piena compatibilità con tutti i device in circolazione grazie ad HTML5. Iniziamo a creare la struttura del nostro piccolo portfolio, poi altro non sarà che una lista puntata con un’immagine affiancata, un header che conterrà il titolo del portfolio, ed un footer che costituirà il nostro menù in stile mobile. Come potete notare ci sono dei commenti che per una struttura così semplice si potrebbero evitare ma, quando si prevede di usare JQuery Mobile, è bene appuntarsi l’appartenenza dei tag di chiusura. Questo framework ci permette di usare un unico file HTML per tutte le pagine della nostra applicazione, quindi ci saranno parecchie <div>…

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Mi è capitato ultimamente di dover inserire un pulsante per tornare in cima alla pagina in un template HTML. Questa operazione fino a qualche tempo fà si faceva prevalentemente immettendo delle ancore e poi creando un link a fondo pagina per risalire. In alternativa si poteva usare un piccolo Javascript per “scrollare” fino ad un punto cartesiano, espresso in pixel. Questi metodi, benchè efficaci, non erano molto eleganti. In tutti e due i casi il pulsante andava collocato in un’area ben precisa del template ed era richiesto all’utente di raggiungerla prima di poter tornare in cima.  Grazie a JQuery possiamo crearci un pulsante che si renderà visibile in un’area dello schermo solo se l’utente inizia a far scendere la pagina. Possiamo addirittura stabilire il tempo di risalita, rendendo l’animazione più gradevole e fluida; iniziamo a vedere cosa ci serve. Abbiamo fissato una dimensione e una posizione e gli abbiamo detto di far finta che il nostro pulsante non esista di default tramite display:none. Per far si che non appaia testo sopra l’icona usiamo il trucco dell’indentazione e spostiamo il testo 1000px più dietro, poi applichiamo un elegante opacità e indichiamo la posizione dell’immagine che costituirà il nostro pulsante. Ora possiamo…

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